IM*Talks

"Le soddisfazioni più grandi iniziano dalle piccole cose"... E se lo dice Giorgino!

2 Ottobre 2015

Si chiama Giorgio, ma per tutti, (clienti inclusi) è Giorgino.

È il nostro Head of Operations e abbiamo chiesto anche a lui di parlarci del suo lavoro, delle sue passioni e di come IM*MEDIA lo abbia cambiato, nome compreso.

Come è iniziato il tuo percorso?

Quando sono entrato qui, avevo appena compiuto 20 anni.

L’Università non mi aveva granché entusiasmato ed essendo un appassionato di informatica e grafica, ho frequentato un corso di Operatore grafico web e subito dopo ho continuato a studiare per conto mio. Ma si sa, la teoria non basta e ad un certo punto scatta l’esigenza di mettere in pratica ciò che si impara. E così, ricordo di aver letto sul Giornale delle Pulci – quindi pensa di quanto tempo fa stiamo parlando –  un annuncio di IM*MEDIA, ho risposto, mi hanno chiamato e ho superato il colloquio (mi dicono brillantemente).

Ho iniziato a piccoli passi: il primissimo compito che mi hanno affidato è stato quello di scansionare e foto-ritoccare per un cliente riviste e quotidiani che arrivavano in agenzia, dopo una breve parentesi nel reparto grafico, dove ho avuto la possibilità di mettere in pratica quello che avevo studiato, ho iniziato a seguire e gestire sempre più clienti in quasi tutte le fasi dei progetti in qualità di Project Manager. Da lì il passo è stato breve: sono diventato Head of Operations.

Guarda un po’ dove possono portare le scansioni, evidentemente ero bravo a farle!

Cosa fa un Head of Operation?

Gestisce le risorse all’interno dell’agenzia, segue e coordina anche quelle esterne, definisce le priorità, conosce e si aggiorna sui software da utilizzare internamente, stabilisce modalità e metodologie per portare a termine i lavori assicurandosi, allo stesso tempo, che tutti i Project Manager facciano tutto correttamente. Infine, cosa fondamentale, è fare in modo che non ci siano ritardi o intoppi. Tutto ciò inevitabilmente ti porta ad essere il punto di riferimento di molte risorse.

In pratica sei un factotum?

Sì, è vero, faccio molte cose, mi capita di gestire quotidianamente anche più progetti insieme ed è bello essere il punto di riferimento di tutti, anche se…

Anche se?

Sono come una spugna, devo assorbire qualsiasi cosa, anche le lamentele e i problemi. Porto addosso la responsabilità di ogni lavoro che spesso mi segue fino a casa, il che comporta capire le esigenze degli altri, farmene carico e alla fine risolverle, supportato sempre dalla presenza dei Project Manager che per fortuna sono sempre al mio fianco. Questo genera chiaramente stress, ma amo il mio lavoro e riesco a gestire tutto con calma e razionalità, non per niente il mio motto è “Vaaaa tutto bene” (“il “va” scrivilo con tante “a” che rende meglio”).

Parlaci di IM*MEDIA

Sono cresciuto qui, avevo 20 anni e quindi capirai bene cosa significa per me questa agenzia, quanto i suoi valori siano alla base anche della mia quotidianità e del mio essere. Le persone sono una parte fondamentale, dopo così tanti anni non sono più solo colleghi ma amici. Con alcuni ho viaggiato, con altri ho trascorso molto tempo, tra lavoro, risate e a volte un po’ di stress che non guasta e abbiamo sempre lavorato per un unico scopo: raggiungere un risultato e farlo nel migliore dei modi.

Sono le persone che costituiscono un’agenzia e IM*MEDIA è cresciuta e cresce ancora grazie alle persone che ne fanno parte, grazie a tutti quelli che sono passati da qui, quelli che sono rimasti e quelli che arriveranno. Su questo non ho dubbi.

Non esiste un’interpretazione classica dell’agenzia con delle vere e proprie gerarchie, ognuno è importante a modo suo e per il ruolo che riveste. Anche i capi non sono “capi” nel senso stretto, mantengono l’autorevolezza e il loro potere decisionale ma non in maniera categorica. C’è sempre spazio per proposte e spunti da parte di tutti, anche e soprattutto dai più giovani. Se dobbiamo giocare insieme lo facciamo, anche non solo metaforicamente parlando: il tavolo da ping pong in terrazza o le partite di calcetto il mercoledì sono un esempio calzante!

Com'è Giorgino? Ma aspetta, perché Giorgino?

Quando sono entrato qui ce n’erano già due di “Giorgio” era necessario trovarmi un nome per differenziarmi dagli altri e dopo vari tentativi si pensò a Giorgino, essendo il più piccolo dell’agenzia era il nomignolo che funzionava meglio.

La cosa diciamo bella, è che anche i clienti adesso mi riconoscono così, non me lo scrollerò più di dosso e ormai c’ho fatto l’abitudine!

Tornando alla domanda iniziale, sono un tipo calmo, diplomatico e razionale ma forse ti sto facendo un banale elenco di aggettivi, sintetizziamo cosi allora: “Un domatore in una gabbia di leoni”.

Eh? Te lo saresti mai aspettato da uno che si fa chiamare Giorgino?