IM*Talks

Francesco e la vita d'account a Milano, con IM*MEDIA

20 Novembre 2015

Da Palermo a Milano, passando per il Giappone, “una via di mezzo fra un boy scout e un samurai”.

Francesco, uno dei nostri Account, ci ha parlato di sé, del suo lavoro e della vita d’agenzia a Milano.

Chi sei? Cosa fai nella vita?

Francesco Triglia, 30 anni, innamorato del Giappone e marito di una splendida giapponese, papà da pochi mesi, Account di IM*MEDIA a Milano.

Troppo sintetico, non è da te! Dai parlaci un po’ del tuo primo incontro con IM*MEDIA.

Era l’autunno del 2010 quando sono entrato qui per la prima volta, sono già passati 5 anni…

Ecco adesso ti riconosciamo, continua…

Ero appena tornato da un lungo viaggio in Giappone e avevo da poco terminato i miei studi allo IULM di Milano. Quell’anno è stato molto importante per me, avevo partecipato ad alcuni progetti di promozione universitaria nelle scuole e avevo terminato il mio stage in Young&Rubicam.

Entrambe le esperienze sono state illuminanti e formative per il mio percorso professionale. Se da un lato cominciavo a capire come approcciarmi a un uditorio di ragazzi e quindi ad acquisire sicurezza nel public speaking, dall’altro l’esperienza in Y&R mi ha sicuramente dato le basi giuste per il lavoro in agenzia.

Il primo incontro con IM*MEDIA

È stato con Pillo e Sofia in un bar di via Savona a Milano. Subito dopo cominciavo già a rifare scatoloni e valigie per tornare in “patria”. Ho avuto la fortuna di imparare da Sofia, Account che sa bene come insegnare ad utilizzare gli attrezzi del mestiere.

Cosa vuol dire essere account?

Gli Account sono come delle cerniere: siamo delle cuciture tra l’agenzia e l’ambiente esterno, dei punti di riferimento per i clienti. Dobbiamo fare in modo che tutto fili liscio, che il cliente sia soddisfatto, che le strategie di comunicazione siano in linea con le aspettative e gli obiettivi.

Ti piace questo lavoro?

Sì, mi piace molto. Ho la possibilità di relazionarmi ogni giorno con tanti clienti diversi in ambiti sempre nuovi. Si può dire tutto, ma non che sia un mestiere statico. Sono sempre in movimento, ogni giorno è una scommessa, prima di tutto con me stesso. Ma è pur vero che non è tutto oro quel che luccica e – sorridendo – posso dirti che l’Account è quello che metaforicamente prende “schiaffi” da ogni parte.

Milano. Cosa ci racconti di questa "trasferta"?

Mi fa sorridere il termine trasferta perché col tempo quella che all’inizio aveva le sembianze di una scommessa, ha decisamente messo radici fino a diventare la mia nuova vita.

L’inizio del viaggio è stato un momento fondamentale, un passo in più per IM*MEDIA verso i suoi clienti e le nuove occasioni di collaborazione. Un percorso di grande cambiamento per tutti, per me soprattutto. Ho dovuto rimboccarmi le maniche per costruire a distanza una nuova realtà all’altezza delle aspettative mie e dell’agenzia. 

Milano mi ha accolto bene. Non c’è stato mai un momento in cui mi sia sentito un pesce fuor d’acqua, come i maligni invece vogliono pensare! (Il cognome di Francesco è Triglia n.d.r.)

Che ci dici dell'IM*MEDIA milanese?

Milano non è  una sede operativa, ma un punto strategico in cui riceviamo spesso clienti prestigiosi, non solo quelli del nord Italia ma anche della Svizzera.

È un punto nevralgico dell’innovazione e spesso tanti progetti interessanti scelgono questa città come mercato pilota, e quindi riusciamo a seguire da vicino il nascere di realtà che poi si espandono a livello nazionale. Per lo stesso motivo, Milano ci permette di partecipare a eventi di settore molto importanti e di incontrare di persona i protagonisti del mondo della comunicazione digitale.

Infine, l’IM*MEDIA milanese è un punto d’incontro per tutte le figure dei diversi team dell’agenzia che si ritrovano per seguire di persona le varie fasi dei lavori: Account, Project Manager, Creativi, Developer, Social Media Manager, SEO Specialist, ecc.

IM*MEDIA per te.

Ci sono due modi per rispondere a questa domanda: uno del tutto personale, fatto di esperienze, incontri, albe, migliaia di chilometri e rapporti a distanza; l’altro, professionale, fatto invece di grandi soddisfazioni.

Mi piace guardare IM*MEDIA da lontano e percepire come sia cambiata rispetto al passato, come si sia modificata ed evoluta. Ricordo come se fosse ieri il mio primo giorno, mi ha colpito la cordialità e la sensazione familiare che si respirava e si respira ancora al suo interno. Mi faceva strano essere lo spettatore di un insolito dietro le quinte, dove tutti non sembravano solo colleghi, ma amici.

Salutiamoci con un Tweet su di te...

Come disse Pillo una volta, rifacendosi ai miei legami con il Giappone e ai vent’anni di volontariato, sono “una via di mezzo tra un boy scout e un samurai”.