20 Dicembre 2022 - News

Tra cantine e digital, terroir e social: 10 trend del settore vitivinicolo.

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Con il 18,5% dei vini prodotti, l'Italia si attesta come primo fornitore al mondo. Un quinto del vino prodotto a livello globale proviene dal nostro Paese e, nel pieno della trasformazione digitale, si rafforza sempre di più l'esigenza delle cantine italiane di raccontarsi online.

La comunicazione delle cantine si evolve costantemente, tra nuove dinamiche digitali e tendenze consolidate che, sul web, riprendono vigore. Il digitale si afferma come mezzo per eccellenza per farsi conoscere; il naturale processo di digitalizzazione produce nuove forme e nuovi canali per proporsi ai consumatori e raccontare le etichette, la storia, i terroir.

Vediamo da vicino gli ultimi trend che coinvolgono il settore vinicolo.

Un approccio empatico con la natura.

La valorizzazione del rispetto e del risparmio delle risorse del pianeta è una tendenza ormai consolidata. Siamo tutti sempre più informati sulle dinamiche produttive e più attenti alla sostenibilità.

Una sostenibilità che, nell'ottica dell'Agenda 2030, pone obiettivi chiari e risulta fondamentale per ottenere un vantaggio competitivo in un mercato in continuo sviluppo.

Diventa sempre più importante per tutte le aziende e, in particolare, per quelle vinicole informare e supportare i messaggi con l'utilizzo di dati concreti e approfondimenti.

L'attenzione posta sulle certificazioni, l'efficienza energetica, l'agricoltura priva di pesticidi è spesso unita al concetto di prossimità: la rilevanza del rapporto con il proprio territorio. Gli utenti sul web cercano una comunicazione che descriva le best practice del settore, valorizzi i vitigni autoctoni e la localizzazione delle materie prime.

Sono tantissime le iniziative portate avanti dalle case vinicole che uniscono, in ottica partecipativa, più forze e più intenti su questioni che mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici, a costruire società pacifiche che rispettino i diritti umani a favore di tutta la comunità.
Comunità che si ritrova online, interagisce, partecipa attivamente e genera community sempre più fidelizzate.

La Social Responsibility: anche il comparto enologico partecipa attivamente e in maniera solidale al bene comune.

Se non c’è business senza etica e creazione di valore condiviso, la social responsibility diventa il nuovo paradigma.
Sono tantissime le iniziative legate all'arte e alla cultura, che vengono organizzate con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica, anche attraverso raccolte fondi, donazioni, volontariato.

Il concetto di solidarietà è declinato verso l'intera comunità, i dipendenti, i partner locali.
Dalla rilevazione della biodiversità floro-faunistica alla valorizzazione del capitale umano e territoriale, dalla salute degli agricoltori e consumatori alla tutela delle risorse energetiche, le cantine oggi informano, ispirano e si fanno promotrici della cultura del vino attraverso i canali di comunicazione e dimostrano affidabilità e responsabilità sociale per diventare soggetti catalizzatori del cambiamento.

La Customer Centricity: comunicazione su misura, attenta alla personalizzazione e all’ascolto.

Innovarsi per raggiungere il proprio pubblico vuol dire anche costruire una relazione diretta e partecipata. Gli utenti richiedono maggiormente una comunicazione personalizzata e orientata all’ascolto e al dialogo, piuttosto che un racconto autoreferenziale centrato sul prodotto.

L’acquisto è consapevole: i consumatori prima di comprare un prodotto o usufruire di un servizio, consultano il sito, guardano le pagine social, cercano informazioni online sulle varie piattaforme. E le aziende devono essere là dov’è il pubblico, in tutti quei luoghi online in cui le persone trascorrono del tempo e dialogano.
E il dialogo, unito a un approccio data-driven, permette così ai brand di orientare contenuti e comunicazione per rispondere alle esigenze del pubblico.

Una comunicazione customer oriented che mette il cliente al centro delle iniziative e delle scelte aziendali, in modo quanto mai partecipato.

I meccanismi alla base del Content Remix: le persone diventano co-creatori di contenuti e non solo fruitori passivi.

Le persone online diventano prosumer: non si limitano al ruolo passivo di fruitori, ma partecipano attivamente al racconto del brand e dei prodotti.

Il “Media & Content Remix” è parte integrante della creator economy: la combinazione di brand image e format ideati spontaneamente dagli utenti permette di creare una strategia di successo in grado di coinvolgere le community e potenziare la notorietà del brand.

Gli user generated content sono percepiti come più autentici, non pilotati.
Si basano sull'esperienza d'uso dei consumatori e sono spesso arricchiti con informazioni sul prodotto e opinioni personali.
In alcuni casi, è proprio a partire da questi contenuti e dall'ascolto delle community che si arriva a proporre e persino a modificare e migliorare alcuni prodotti.
I brand del settore, supportando e incentivando con strategie mirate questa dinamica, rendono il consumatore parte integrante del processo comunicativo.

Lo sviluppo del Food Pairing: esaltare le caratteristiche organolettiche e ampliare l’esperienza di gusto.

Si consolida ancora di più la tendenza del Food Pairing, l'abbinamento tra due o più alimenti o bevande con lo scopo di esaltarne le caratteristiche, attraverso un gioco di aromi e fragranze.
Una combinazione di sapori raccontata online attraverso il linguaggio fotografico e audiovisivo, con colori vivaci e ambientazioni luminose, solari, evocative.

Quando il Food Pairing incontra blend e vini autoctoni, a essere abbinate alle bottiglie sono spesso le materie prime stagionali. Un approccio etico verso la terra e l'uva che valorizzano il contatto intimo con il territorio.

Sono tantissime le cantine che utilizzano il Food Pairing come leva di business. Una comunicazione semplice e diretta che fornisce informazioni utili al pubblico, che coltiva relazioni e che suscita curiosità attraverso contenuti coinvolgenti sviluppati in chiave narrativa grazie alla logica dell’infotainment che unisce l’esperienza di degustazione con la cultura di un particolare territorio, esaltandone sinergicamente i sapori.

L’enoturismo: sfruttare la vocazione turistica del territorio per offrire esperienze di gusto ancora più autentiche e complete.

Ulteriore trend in continua evoluzione è quello dell'enoturismo.
Il territorio, con le sue specificità che lo rendono unico, entra a far parte del racconto del brand e la cantina diventa un luogo da vivere a 360°. Così le case vinicole costruiscono percorsi di degustazione, sviluppano progetti di ospitalità, organizzano visite guidate.

Il racconto dei luoghi, le attività da praticare nelle vicinanze, le suggestioni che esprimono i terroir, le tradizioni, le fasi produttive, l’entrare in contatto con le persone del luogo e conoscerne la cultura, permette di assaporare appieno le caratteristiche del vino.
Attività a carattere informativo o ricreativo accompagnano la degustazione, creando un'esperienza sensoriale completa e immersiva.

Il rapporto tra innovazione e tradizione.

I consumatori tendono a preferire brand che hanno radici profonde e che credono nell’innovazione dei prodotti.
Se da una parte la conoscenza dei processi di produzione trasmette fiducia al cliente, dall'altra l'innovazione degli stessi processi gioca oggi un ruolo fondamentale nella mente del consumatore.

L'immissione nel mercato di nuove tipologie di vini, che affiancano le storiche etichette, fa sì che il consumatore percepisca chiaramente l'identità del brand e, contemporaneamente, la sua attenzione ai nuovi metodi di coltivazione e produzione.

Le possibilità d’uso del QR Code.

I consumatori non si accontentano più delle informazioni sulle etichette, richiedono maggiori notizie e dettagli.
Inoltre, dall'8 dicembre 2023, secondo il Regolamento (UE) 2021/2117 pubblicato il 2 dicembre 2021, sarà obbligatorio indicare l'elenco degli ingredienti in etichetta e la dichiarazione nutrizionale dei vini.

Lo sviluppo degli strumenti digitali permette l’integrazione di queste informazioni, per esempio attraverso l'uso dei QR Code stampati sull'etichetta che rimandano a una landing page dove leggere nel dettaglio tutte le informazioni.

E gli usi del QR Code non si fermano qui: in chiave promozionale si può utilizzare su una brochure per rimandare l'utente alla scheda prodotto sull'e-commerce.
Oppure, si può inserire sull’etichetta e collegare alla "Carta d'Identità" del vino la scheda prodotto che ne racconta la storia, dalla vigna al calice, con i possibili abbinamenti e le curiosità legate alla bottiglia.
Gli ultimi sviluppi, invece, lo vedono reindirizzare a pagine dedicate ai sistemi messi in atto per il rispetto della sostenibilità.

Gli NFT (Non-fungible tokens): il vino abbraccia i nuovi formati comunicativi, espandendosi verso l’intangibile.

Lo scopo di un NFT è di fornire e certificare al compratore di un oggetto digitale la sicurezza che questo non possa essere copiato o trasferito senza il proprio consenso ad altri. Quali possono essere gli usi di un NFT in questo settore?

Sono già diverse le cantine che hanno associato una bottiglia di vino reale a un NFT. Chi l’ha acquistata è diventato così proprietario di un oggetto che non detiene fisicamente.

Inoltre, secondo quanto riporta Wine-Searcher, il certificato digitale firmato tramite blockchain accompagna la bottiglia ogni volta che questa cambia di proprietario, rendendo i collezionisti certi dell’autenticità della bottiglia.
Infine, un’altra possibilità d’uso nel settore è quella proposta dalla Italian Wine Crypto Bank, che consente l’acquisto attraverso criptovalute.

Sono gli acquirenti a decidere se riscattare le bottiglie personalizzate o se conservarle nel magazzino della banca in Belgio.
Così, non solo il valore del vino aumenta ogni mese, ma la clientela ottiene anche dei bonus in base all’andamento della criptovaluta usata.

Il Web Tasting: nuovi format online di degustazione, incontri virtuali con Proprietari e Sommelier.

L'uso dello storytelling per raccontare il territorio e le etichette, materiali audiovisivi coinvolgenti e un linguaggio semplice e informale avvicinano sempre di più le cantine a nuove fette di pubblico, in modo diretto e interattivo.

Attraverso i podcast, per esempio, alcune cantine hanno instaurato un legame diretto con i propri consumatori, offrendo vantaggi indubbi a chi ama il genere: è possibile così informarsi e rimanere aggiornati sul mondo del vino, senza particolari costi e svolgendo contemporaneamente altre attività.

A seguire i contenuti audio-podcast è spesso un pubblico molto giovane: oggi il 68% degli ascoltatori ha tra i 25 e i 34 anni. 
Il periodo della pandemia ha dato vita all’esperienza di degustazione video-guidata, con il produttore dell’azienda vitivinicola nella comodità di casa propria.

Oggi questo trend si è consolidato: la wine experience online è una delle strategie che integra il marketing mix di molti brand vinicoli.

Perché è così importante la presenza online delle cantine.

Oggi non essere presenti online è un'opportunità non colta. Dall'ottimizzazione sui motori di ricerca a un sito responsive, passando per i social e le campagne di web marketing, il legame tra vino e digital è un binomio indissolubile.

E, proprio come un buon vino, la presenza strategica del brand online è parte di un processo che va progettato con cura e seguito con passione.

Da oltre 27 anni e con oltre 35 clienti che operano nel mondo del vino, abbiamo accompagnato cantine locali e grandi case vinicole nazionali nel racconto online della loro storia, costruendo sistemi digitali in grado di informare i clienti, intrattenerli, coinvolgerli, fidelizzarli in un percorso che va dalla strategia all'ideazione di siti web e app dedicate, dallo sviluppo al mantenimento dell’infrastruttura, dal monitoraggio all'evoluzione della community.

Ti abbiamo raccontato la nostra esperienza. Ti va di raccontarci la tua?

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