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Accessibilità siti web e e-commerce: cos'è e perché è importante

13 Novembre 2020

Accessibilità siti web

A causa dell’isolamento sociale forzato dal Covid-19, un numero sempre maggiore di persone, soprattutto persone con disabilità, è costretta a usufruire di servizi online, scontrandosi spesso con le difficoltà legate al tema dell’accessibilità dei siti web e degli e-commerce.

Se ci sono voluti anni per l’abbattimento delle barriere architettoniche (del quale ad oggi ne beneficiano anche i non disabili), i tempi non sono più brevi nell’abbattimento di quelle tecnologiche e nello sviluppo di siti web accessibili. Infatti, è da tanti anni che se ne parla, si cerca di mettere in atto normative e decreti, soprattutto nell'ambito della pubblica amministrazione, ma il cambiamento sociale, l'approccio inclusivo nello sviluppo dei siti web ed e-commerce "per tutti, nessuno escluso" sono temi recenti che - lentamente, purtroppo - stanno entrando nella mentalità e nelle buone pratiche del mondo del web.

Cosa si intende per accessibilità di un sito internet

Prima di entrare a fondo nel merito del tema “accessibilità dei siti web” è bene capire cos’è esattamente un sito internet accessibile.

Un sito web, dunque, è accessibile quando fornisce informazioni fruibili da parte di tutti gli utenti: non solo da persone con disabilità, ma anche da coloro che si trovano in situazioni di limitazioni fisiche temporanee, tecnologiche o ambientali. 

Come già accennato, il tema è così importante che è oggetto di legge, sia in Italia che all’estero, sia per il settore pubblico che - e forse in molti non ne sono a conoscenza - per aziende private. Ma cosa dice esattamente la legge?

Cosa dice la legge riguardo l'accessibilità dei siti web

In Italia, ben 16 anni fa, nella legge Stanca, viene dichiarato che l’accessibilità è "la capacità dei sistemi informatici, ivi inclusi i siti web e le applicazioni mobili, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari” (art. 2, comma a, Legge 4/2004). Tali disposizioni sono state aggiornate dal D.L. n.106 del 10 agosto 2018, che recepisce la Direttiva Europea n.2016/2102, e regolamentate dalle “Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici” promosse da AgID.

Considerata la vastità del web, sarebbe utile che il tema dell'accessibilità dei siti web e degli e-commerce venisse affrontato e regolamentato in maniera globale. Ad oggi, ogni Stato ha le sue regole, più o meno rigide che causano una frammentazione e un approccio variegato.

L'unica certezza, a livello internazionale, è far riferimento al W3C (World Wide Web Consortium) ed in particolare alle WCAG 2.1 (Web Content Accessibility Guidelines), sulla quale si basa anche la normativa italiana. Le linee guida definiscono specifiche tecniche per rendere i contenuti Web più accessibili alle persone con disabilità, con l'obiettivo di fornire uno standard condiviso che soddisfi le esigenze di individui, organizzazioni e governi a livello internazionale.

In Italia, l'applicazione delle Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici è un obbligo di legge (art. 3-comma 1 Legge 4/2004) per i seguenti soggetti erogatori:

  • pubbliche amministrazioni;
  • enti pubblici economici;
  • aziende private concessionarie di servizi pubblici;
  • aziende municipalizzate regionali;
  • enti di assistenza e di riabilitazione pubblici;
  • aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico;
  • aziende appaltatrici di servizi informatici;
  • organismi di diritto pubblico;
  • tutti i soggetti che usufruiscono di contributi pubblici o agevolazioni per l'erogazione dei propri servizi tramite sistemi informativi o internet.

E l'accessibilità nel settore privato?

Mentre rispetto alla PA è possibile avviare una segnalazione in prima istanza all’amministrazione stessa ed in seconda istanza al Difensore Civico per il Digitale (AgID), nel settore privato, ad oggi, si applica una norma sulla discriminazione delle persone con disabilità (Legge 67/2006). Quindi, attenzione perché anche il privato, nonostante non vi sia attualmente una legge che obbliga allo sviluppo di soluzioni web accessibili, è comunque tenuto a non discriminare le persone con disabilità in qualsiasi settore, compreso quello del digitale.

Perché creare un sito accessibile non solo per ipovedenti e disabili

I disabili, solo in Italia, sono 12,8 milioni, di questi, 3,1 milioni (il 5,2% della popolazione) hanno gravi limitazioni nello svolgimento di normali attività quotidiane. A questi numeri vanno aggiunte le disabilità temporanee (ad esempio, un arto immobilizzato per rottura o frattura, la presenza di un neonato in braccio, etc), le limitazioni tecnologiche e situazionali (sovraccarico della rete internet, connessione lenta, dispositivi mobile con prestazioni ridotte, etc), il numero sempre crescente di anziani con possibili difficoltà motorie e visive.
Pertanto, così come gli scivoli essenziali per disabili in carrozzina si rivelano molto comodi anche per i viaggiatori con trolley, per i genitori con passeggini o per chi va a fare la spesa con il carrellino e via dicendo, così anche i siti accessibili si rivelano utili non soltanto a disabili, ma anche a tutti coloro che riscontrano difficoltà come quelle sopra elencate. 

È conveniente investire sull’accessibilità dell’e-commerce?

Da un punto di vista strettamente commerciale, un sito web o un e-commerce dovrebbero essere accessibili perché allontanare i visitatori con disabilità significa perdere conversioni ed entrate. Un consumatore che non riesce ad acquistare un prodotto online, è una perdita di guadagno. Finalizzare un acquisto in modo semplice ed efficace rende felici e fidelizza i tuoi clienti, con un impatto positivo sulla redditività della tua azienda e sul ROI a lungo termine.

Un servizio web accessibile, usabile e user friendly migliora l’autonomia e l’indipendenza individuale nonostante l’isolamento fisico, riducendo le difficoltà quotidiane di milioni di persone, disabili e non. 

Ultimo, ma non meno importante, a partire dal 28 giugno 2025 tutti i servizi di commercio elettronico, finalizzati alla vendita di prodotti o servizi, dovranno essere accessibili per obbligo di legge (Direttiva UE 2019/882 del 17 aprile 2019, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 28 giugno 2022).

Come realizzare un sito web per disabili: i requisiti fondamentali per l’e-commerce

Gli elementi di seguito elencati costituiscono un buon punto di partenza per un e-commerce accessibile, non sono esaustivi, ma sono sufficienti a porre l’attenzione sulle criticità più diffuse e più bloccanti per gli utenti:

  • fruibilità dei contenuti, testuali e grafici, immagini e video in particolare, anche con gli screen reader;
  • navigazione delle pagine e del processo di acquisto utilizzando solo la tastiera;
  • compilazione agevole di form e moduli;
  • particolare attenzione alla descrizione di immagini e video;
  • scelta di font e colori a garanzia di una elevata leggibilità;
  • prevedibilità dei link e degli elementi funzionali;
  • ottimizzazione mobile del processo di acquisto e della corretta fruizione di tutto il sito.

Per gli aspetti più tecnici è bene far riferimento alle WCAG 2.1 livello AA.

Un sito web che non rispetta i requisiti di accessibilità è come un ufficio pubblico senza la rampa per disabili o un marciapiede senza l’apposito scivolo.